MICROEVENTO - Fenomeno naturale dell’attrazione Stampa E-mail
MICROEVENTO - Fenomeno naturale dell’attrazione
Creato da Valeria De Simoni

6 febbraio 2008

Magnetica, gravitazionale, chimica. Sessuale oppure intellettuale. Fatale.
L’attrazione è quella forza esistente fra due poli che tende a diminuirne la distanza. Nell’uomo si manifesta come passione, desiderio profondo per qualcosa o per qualcuno. Slancio improvviso o ambizione latente che sia, secondo Andy Warhol la più eccitante attrazione è esercitata da due opposti che non si incontreranno mai.

Nella suggestiva cornice della sede dell’Associazione culturale Dadò una selezione degli artisti di Rentheart ha interpretato il Fenomeno naturale dell’attrazione attraverso i più diversi mezzi espressivi. Spaziando dalla fotografia alla scultura, dalla pittura al collage, gli artisti invitati hanno raccontato il richiamo di un luogo, il fascino di una donna, l’incanto di un oggetto, la suggestione di una poesia.

Tra l’apparentemente incompiuto e l’astratto, Alessio De Marchi realizza sculture cariche di tensione plastica. Come un alchimista contemporaneo, utilizza diversi materiali e sperimenta curiosi accostamenti. Il busto nudo di donna in terracotta e rame e la coppia di personaggi stilizzati in gesso che ha scelto di esporre alludono in maniera velata ed elegante al piacere provocato dall’abbandono dei sensi.

Carla Botto esplora, invece, la libertà espressiva che offre il collage. Rielabora forme e colori attraverso l’uso di vecchie fotografie e ritagli di giornale. Dà vita ad immagini inattese e rivelatrici: in mostra, un grande tondo, rappresenta l’ultimo bacio tra due amanti.

Gli scatti di Viljvevitch Chouvalov sono scorci metropolitani sullo sfondo di scenari campestri. Come un moderno vedutista, il fotografo ritrae il volto urbano contemporaneo decodificando i cambiamenti ambientali e socio-culturali che paiono concentrarsi nelle periferie e nei sobborghi.

Nei dipinti di Chen Li parola e immagine si intrecciano in una narrazione complessa e raffinata. L’artista trascrive sulla tela versi poetici che in qualche modo colpiscono la sua immaginazione. Riga su riga, gli interventi successivi cancellano i precedenti, di cui rimane solo una lieve traccia. Le righe sbiadite si trasformano in delicate immagini astratte.

Davide Furia si fa interprete del corpo femminile. Nelle sue fotografie in bianco e nero, giovani donne ammalianti posano spigliate, rivelando tutta la loro sensualità.

Il valore di icona e il potere simbolico del nudo femminile tornano anche nel polittico di Lorenzo Berutti. Dipinto nelle tonalità dell’ocra, il dettaglio di un seno - al centro dell’opera - rimanda inequivocabilmente al potere della creazione, all’origine del mondo.

Nelle tele di Pedro D’Onofrio, infine, l’attrazione si traduce nel legame intimo ed eterno con la propria famiglia. Con colori caldi e pastosi il giovane artista peruviano, da qualche anno residente a Torino, racconta allegoricamente il suo vincolo sentimentale con i fratelli e lo scorrere del tempo.


 

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