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| ANDREA GATTI - "IL FARO DELA VITTORIA" |
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Andrea Gatti per “Chiave di Viola” Caffè Basaglia – 23 maggio 2009 ore 22 ![]() Il faro della Vittoria Illustrazione - tecnica mista - cm 70 x 100 2007 Una visione apocalittica quella che Gatti ci offre di Torino, che richiama alla mente il cinema catastrofico hollywoodiano, con la differenza che qui il visitatore non esce sconvolto ma rinfrancato. Merito delle tonalità d’azzurro di alcune tavole che trasmettono serenità e di una cura nel dettaglio dei fondali marini che svelano la passione dell’autore per certi temi. Lorenzo Corvi Pubblicista Andrea Gatti secondo me non lo sapeva quando mi ha proposto la proposta di scrivere qualcosa sul suo lavoro di “Torino Sommersa”. Non sapeva che tra i miei più grandi terrori della vita c’è quello di morire affogato. Ecco, io credo che non lo sapesse perché se lo sapeva allora è un atto di terrorismo nei miei confronti. La prima cosa che ho fatto è stata di cercare casa mia. Per fortuna non c’è. Io abito al quarto piano. Però mi sa che non mi salvo. La Mole è sotto. Quindi non mi salvo. La prossima volta, Gatti, tipo quando ti viene in mente tipo “Torino in Fiamme”, ecco, sappi che subito dopo il terrore da affogamento, c’è quello da bruciato vivo. Metto le mani avanti. Comunque, quando arriva l’acqua, io sarò molto ma molto in alto. Tipo sul cucuzzolo del monte. Andrea i tuoi lavori mi hanno colpito, nonchè inquietato, nonchè straniato. Belli veramente! Guido Catalano Poeta e scrittore Le immagini di Andrea ci obbligano a tornare bambini di nuovo. È come se ogni singola immagine sia uno scorcio di quelle letture che da c'accompagnavano così dolcemente, prima d'addormentarci, alla reggia d'Orfeo. Ci riconducono a una vita sommersa e ovattata. Sono li, pronte a far volare anche noi. Pronte a farci sentire principi, maghi o cavalieri. Almeno per una volta. Tiziano Fioriti Digital Matte Painter I lavori di Andra Gatti sono film. Per essere precisi sono l'ultimo fotogramma di un film. Quell'attimo immenso in cui trattieni il respiro, il cuore fa le capriole, i secondi diventano minuti e comincia a risuonarti nel cervello la parola "fine". Fine del mondo. Un Happy end. Un finale a sorpresa. Un finale tragicissimo. Dipende da come la vedi. A me personalmente un mondo post-apocalittico pieno di pesci, coralli e testuggini non dispiace. Fine del film. Inutile farsi domande, chiedersi come si è arrivati ad avere la Mole Antonelliana circondata di capodogli. Meglio viversi l'attimo, constatare che la Galleria Subalpina sommersa è affascinante e malinconica quanto la sua versione all'asciutto, arrendersi alla perfezione estetica dei postumi della catastrofe. Buona visione. Mara Aghem Illustratrice Inquietudine. La prima sensazione, istintiva; l’acqua che avvolge, riempie i polmoni, soffoca e opprime… Annaspare. Dibattersi, l’urlo che sale da dentro e mi spalanca la bocca, l’acqua che mi invade, mi trascina verso il fondo, verso l’oscuro…e poi l’armonia. La pace, il silenzio, i movimenti lenti, sinuosi delle creature acquatiche, i monumenti così eterei tra le acque in cui scorro come un fluido mi appaiono davvero immortali, fluttuando percorro le vie un tempo teatro d’umane vicende, la luce è lontana, soffusa, pervaso di quiete m’aggiro tra branchi di pesci per case, per piazze, ritrovi ben noti ora immobili nel tempo… risalgo in superficie verso le isole di Superga e della Sacra, osservo atterrito le onde infrangersi sulla Mole, ringrazio d’aver vissuto il sogno bello e terribile di questa Torino sommersa con i colori vividi della tua fantasia. Gianluca Mollo Scrittore e poeta Dicono che i racconti, i romanzi, più in generale le "storie", si dividano in due categorie: quelle che ti fanno dire "Sì, è proprio così" e quelle che invece ti fanno pensare: "Non avrei mai creduto che potesse essere così". Le opere che appartengono alla seconda categoria sono quelle che ci portano oltre i limiti dell'esperienza che ci è data storicamente e biologicamente, quelle che ci fanno attraversare la frontiera tra la nostra finitezza e la gamma infinita dei mondi possibili. La "Torino sommersa" di Andrea Gatti è uno di questi mondi possibili, è un condensato di storie. Perché è sommersa? Le acque e i pesci si sono presi la loro rivincita sull'uomo? Oppure non è avvenuta nessuna catastrofe e quella non è Torino, non è la Torino che conosciamo, ma una Torino parallela, abitata da altri noi, del tutto simili, ma dotati di branchie? Ogni interrogativo una storia, un'ipotesi narrativa. Andrea Gatti ci invita a non fermarci all'evidenza delle cose, e a chiederci come le cose potrebbero essere. "Un altro mondo è possibile": non è solo uno slogan, è un esercizio di libertà intellettuale. Alessandro Perissinotto Scrittore Sonorizzazioni: Malfido - Masquerada - Santiago |